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Sesso, Poliamore e Wonder Woman

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Due mesi per scrivere questo post ed è venuto una schifezza.

PROFESSOR MARSTON & THE WONDER WOMEN (2017)
Luke Evans (La bella e la bestia, Dracula Untold, La ragazza del treno)
Rebecca Hall (Vicky Cristina Barcelona, Dorian Gray, La cena )
Bella Heathcote (PPZ, Cinquanta sfumature di nero, In Time)


Non me ne intendo di Wonder Woman.
Diciamo che non mi intendo di supereroi in generale.
Lanterna Verde, Flash, Iron Man, Thor, Wolverine sono solo NOMI, nomi senza storia per me.

Perciò in questo film (grazie al cielo) non ci sarà la storia di un eroe, ma piuttosto di tre eroi, che insieme hanno messo su famiglia, stravolto il vicinato e dato vita a un nuovo idolo.

Professor Marston and the Wonder Women racconta della nascita di Wonder Woman e della storia del suo creatore.
E questa è la SUPERSINTESI.
Poi viene tutto il resto, che in realtà è la parte più interessante.

William Marston fu il creatore di Wonder Woman.
Ma fu anche psicologo, professore universitario e inventore della macchina de…

Come NON recensisco OITNB

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Primo:
Sono SEMPRE indietro rispetto alla media, per quanto riguarda le serie TV.
Non che non mi appassionino, semplicemente ci metto mooooolto più tempo della massa.
E se un ritardatario cronico sapesse il motivo per cui arriva sempre in ritardo, probabilmente farebbe qualcosa per migliorare la situazione.
Perciò, prendiamola con filosofia: sono e sarò sempre indietro con le serie TV.

Secondo:
Ho passato un anno (SOLARE) focalizzata su Grey's Anatomy.
Un non-stop fedele, che non accettava tradimenti.
Grey's e solo Grey's per non rischiare di metterci più tempo di quello che già stavo "buttando", per arrivare in fondo alla quattordicesima stagione e poter finalmente guardare l'ultima, senza essere al corrente di ogni singola morte prima del previsto.

(E, per inciso: la morte di Derek Shepherd è tra i più insulsi decessi che Shonda Rhimes potesse sceneggiare.)

Insomma, cosa succede quando, non si sa come, si arriva alla fine di una serie così lunga dopo così tan…

Varcare una soglia e non farci caso

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Quando è successo? Quando sono cresciuta?
Quando ho smesso di sentirmi piccola? Inferiore?
Quando ho smesso di sognare in grande, di immaginarmi cose e avventure incredibili?
Quando ho cominciato a chiedermi chi ero veramente? Ma quando, allo stesso tempo, me ne sono dimenticata?
Quando ho acquisito sicurezza? Quando ho smesso di avere perennemente paura di parlare, di dire la mia opinione di fronte a qualcuno?
C'è stato un tempo in cui gli adulti facevano parte di un altro mondo, un mondo che io non potevo concepire. Ora faccio parte di quello stesso mondo (o sto sulla linea di mezzo che separa i piccoli dai grandi) e, chissà come, ho cominciato a criticare quei grandi, che prima o stimavo o temevo.

Quando sono passata ad essere donna? Quando ho smesso di essere una bambina?
Quando ho cominciato ad essere consapevole del mio corpo e dei miei pensieri?
Quando ho cominciato a interessarmi così tanto di ogni centimetro della mia pelle, esplorandola in continuazione?
Quando il sesso,…

to tokyo beach and back

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Play

Se clicchassi Play, probabilmente sentiresti come me

Risate - di quelle leggere, mattutine -, l'odore di caffè che porti addosso, portiere che sbattono, cinture che si allacciano.
Metti in moto il motore, abbassa i finestrini.
Parti e imbocca la tangenziale.

Si canta a squarciagola tutto ciò che passa per la radio.
C'è chi chiude gli occhi, chi accarezza l'aria, chi osserva le auto scorrere e nuotare sull'asfalto.
Sfoggi il tuo vecchio sorriso e i tuoi nuovi occhiali da sole.
La città piano piano si sveglia.

Il motore si spegne dopo un'eterna ricerca di parcheggio.
Le portiere sbattono di nuovo e le risate raddoppiano.
Si trasuda eccitazione e voglia di un ennesimo caffè.
C'è il brusio della gente sotto il sole cocente, in sottofondo la musica delle onde che non si danno pace, i bambini che corrono e gridano.
Nell'aria il profumo della crema solare.
Tra divertimento, noia, sonno, fame, baci, acqua, gelato, sabbia, granita, libro, il Sole prosegue la su…

Togliere la polvere

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Ti capita mai?
Di farti un buco enorme nel petto.
Di spolverare le minuscole e grandi cose che tieni dentro.
Levi con un soffio un po' di polvere, ma ti parte uno starnuto e allora fai un gran baccano.


Magari cammini per strada, con le cuffiette scassate e senza musica per distrarti.
Allora scavi un po' a fondo, perchè lo senti, lo senti che tutta questa vita ti sta scivolando addosso e tu non riesci a farla rallentare. Perciò vuoi cercare qualcosa da ricordare, da fissare, da trasformare in cianfrusaglia che tieni volentieri ammucchiato dentro al petto, da tirare fuori ogni tanto e sorriderci sopra.

Come quella volta allo zoo, che indossavi maglietta e pantaloncini azzurri. Avevi sete e hai bevuto un sorso di acqua frizzante, ma tu detesti l'acqua frizzante. La mamma ti obbligava ancora a metterti il cappellino contro il Sole. Hai visto le tartarughe, i pesci, i canguri, ma pure le zebre che ti hanno fatto ridere, perchè ti ricordavano Martin di Madagascar. Era strano, so…

Quella che scrive per Marracash, Baby K, Francesca Michielin, Lorenzo Fragola, Fiorella Mannoia, etc etc etc etc etc

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FIORI SUI BALCONI, Federica Abbate

Ti chiedo scusa se vorrei salvare il mondo e poi alla fine non ci riesco Se cerco di guardarmi bene a fondo e poi qui dentro in fondo mi ci perdo

PENSARE TROPPO MI FA MALE, Federica Abbate & Marracash
Dentro questa stanza l'aria è stanca di stare con me
Dentro questa stanza l'aria è sfatta quasi quanto me

Frutta Frullata, Bava e Morsi

Il bambino a quattro soli dentini mi tende le braccia da là in basso.
Sembra così distante, così piccino.
Ha guardato verso la porta e si è ricordato di avere una mamma, perciò mi tende le braccia, dicendo l'unica parola che per il momento sa pronunciare, mhmma, implorando per essere preso in braccio e coccolato.
Ha un casco di riccioli mori sudaticci, che accarezzo all'indietro per dargli il poco contatto che per il momento gli posso dare.
In braccio ho già il bimbo che gattona, da portare in bagno a farlo lavare prima che diffonda per la stanza frutta frullata.

C'è quella bambina bionda che mette in bocca più o meno tutto ciò che scova per terra.
Per fortuna abbiamo appena pranzato, perciò per il momento imboccherà carote e piselli caduti dal cucchiaino di qualche nano che ancora il cucchiaino non lo sa usare da solo.

Mentre il bimbo a due denti mi tende le braccia e un bimbo bavoso mi tira per la maglietta arrampicandosi sulla mia gamba, là nell'angolo ci sono frate…