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the miseducation of cameron post

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E sono fragile, debole, sconosciuta pure a me, che questo corpo da dentro lo vivo, godendo, soffrendo e crescendo passo passo.

E sgretolatemi l'autostima, fatemi odiare questi miei difetti, fatemi sbilanciare, perdere l'equilibrio, perché Dio solo sa, Dio solo può salvarmi.
Da quale peccato, poi, non lo so, sta a voi dichiararlo.
Salitemi sulla schiena, con i vostri tacchi a spillo, che riflettono quel vestito perfettissimamente stirato. E quella croce, legata al collo, come una medaglia.
Ma non lo sapete che è tanto veritiera, la fede, quanto viene nascosta nel più profondo di noi?
Non ascoltatemi, no, non davvero. Ma siate pronti a correggere ogni parola che la mia bocca fa trapelare.



Siamo qui in questo pseudo-camposcuola, a seguire regole senza fine, a vederci negata la musica, l'arte, i libri, la vita, per una vita migliore, che sa solo di amarezza e negazione.
Sa di ogni cosa bella, barrata di netto da una linea rossa e marcata.

Perché quella ragazza l'ho sfiorata, bacia…

Il mio anno da Rory Gilmore

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Quando ero piccola, da grande volevo diventare una sorta di Rory Gilmore.
Vita presa con serenità e vissuta in una piccola cittadina graziosa, tanto studio poco sofferto e un sacco di libri. Ora l'età di Rory l’ho raggiunta e quasi superata, ma non ho concluso granché.
Ho questo 2019 per non fare cazzate e per non sprecare il mio tempo, come ormai mi sono abituata a fare. Ho questo 2019 per studiare come non ho mai fatto prima, per mettermi a scrivere davvero, sfruttando gli anni migliori della vita che sto lasciando scivolarmi dalle dita come sabbia. Ho questo 2019 per decidere cosa fare del mio futuro, per fare delle scelte per me, non per gli altri, e che mi possano soddisfare, pur facendomi sudare, è un prezzo che posso pagare. Ho il tempo per imparare ad essere figlia, sorella, zia in un modo migliore. E ho il tempo per abbandonare le amicizie che mi peggiorano e coltivare le amicizie che mi migliorano.
Ho tempo. Sì, ne ho. Devo solo imparare a non buttarlo via.


Chilling Adventures Of Sabrina

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Sì, tardi come sempre, lo so.
E sì, niente di interessante da dire, lo so, certo che lo so.

Ma qualche cosa, giusto per fare un apprezzamento, la voglio dire.


Ho finito di vedere Chilling Adventures Of Sabrina l'altra notte, quasi all'ora delle streghe.
E' stata una bella serie.
Poco impegnativa.
Molto poco horror (e questo è l'importante).
Mi ha lasciata con l'impellente desiderio di riguardarla daccapo.

Cominciata per un vago ma dolce ricordo di Sabrina, vita da strega.

Continuata perchè Sabrina Spellman-Kiernan Shipka era diventata la mia nuova dolce e carina amica immaginaria, perché questa nuova Sabrina assomigliava parecchio a Hermione Granger e ogni episodio aveva un sacco di bella musica.


(Per non parlare del vestito bianco, che sarà ufficialmente quello del mio matrimonio.)


Quindi tanti degli amori della mia vita sembravano riuniti in un unico schermo.

Ora.
Non è la serie della vita, manca qualche spiegazione lucida del come-quando-perché, si conclude tutto…

Breve Rapsodia Triste

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In certi momenti vorrei semplicemente scomparire.

Sì, annullarmi. Annullare me e questa nube di problemi attorno.


A volte vorrei vivere una vita estranea a questa. Scegliere tassello dopo tassello l’esistenza.
Così come in testa, fin troppo spesso, mi creo i miei film - da Oscar, bisogna ammettere - ma con ogni tassello in ordine. Nei film che ho in testa i drammi ci sono, ve lo assicuro, ma ognuno ha la sua soluzione.

Vivo con questo pendolo che oscilla perennemente da una smisurata fiducia nel mondo e nell’umanità a un fastidio immane per la gente, per ogni difetto delle persone che incontro.

A volte mi immagino da sola, da sola proprio in quei momenti in cui si suppone che tutti dovrebbero festeggiare in compagnia.
Mi immagino da sola e serena. Un libro, un film, un divano, un ambiente invernale ma straordinariamente caldo e accogliente. E mi immagino di donarmi a me stessa e a nessun altro.


A volte non voglio stare con la gente, ma per non rovinare l’immagine bella che ho di …

Come NON recensisco OITNB

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Primo:
Sono SEMPRE indietro rispetto alla media, per quanto riguarda le serie TV.
Non che non mi appassionino, semplicemente ci metto mooooolto più tempo della massa.
E se un ritardatario cronico sapesse il motivo per cui arriva sempre in ritardo, probabilmente farebbe qualcosa per migliorare la situazione.
Perciò, prendiamola con filosofia: sono e sarò sempre indietro con le serie TV.

Secondo:
Ho passato un anno (SOLARE) focalizzata su Grey's Anatomy.
Un non-stop fedele, che non accettava tradimenti.
Grey's e solo Grey's per non rischiare di metterci più tempo di quello che già stavo "buttando", per arrivare in fondo alla quattordicesima stagione e poter finalmente guardare l'ultima, senza essere al corrente di ogni singola morte prima del previsto.

(E, per inciso: la morte di Derek Shepherd è tra i più insulsi decessi che Shonda Rhimes potesse sceneggiare.)

Insomma, cosa succede quando, non si sa come, si arriva alla fine di una serie così lunga dopo così tan…

Varcare una soglia e non farci caso

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Quando è successo? Quando sono cresciuta?
Quando ho smesso di sentirmi piccola? Inferiore?
Quando ho smesso di sognare in grande, di immaginarmi cose e avventure incredibili?
Quando ho cominciato a chiedermi chi ero veramente? Ma quando, allo stesso tempo, me ne sono dimenticata?
Quando ho acquisito sicurezza? Quando ho smesso di avere perennemente paura di parlare, di dire la mia opinione di fronte a qualcuno?
C'è stato un tempo in cui gli adulti facevano parte di un altro mondo, un mondo che io non potevo concepire. Ora faccio parte di quello stesso mondo (o sto sulla linea di mezzo che separa i piccoli dai grandi) e, chissà come, ho cominciato a criticare quei grandi, che prima o stimavo o temevo.

Quando sono passata ad essere donna? Quando ho smesso di essere una bambina?
Quando ho cominciato ad essere consapevole del mio corpo e dei miei pensieri?
Quando ho cominciato a interessarmi così tanto di ogni centimetro della mia pelle, esplorandola in continuazione?
Quando il sesso,…

to tokyo beach and back

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Se clicchassi Play, probabilmente sentiresti come me

Risate - di quelle leggere, mattutine -, l'odore di caffè che porti addosso, portiere che sbattono, cinture che si allacciano.
Metti in moto il motore, abbassa i finestrini.
Parti e imbocca la tangenziale.

Si canta a squarciagola tutto ciò che passa per la radio.
C'è chi chiude gli occhi, chi accarezza l'aria, chi osserva le auto scorrere e nuotare sull'asfalto.
Sfoggi il tuo vecchio sorriso e i tuoi nuovi occhiali da sole.
La città piano piano si sveglia.

Il motore si spegne dopo un'eterna ricerca di parcheggio.
Le portiere sbattono di nuovo e le risate raddoppiano.
Si trasuda eccitazione e voglia di un ennesimo caffè.
C'è il brusio della gente sotto il sole cocente, in sottofondo la musica delle onde che non si danno pace, i bambini che corrono e gridano.
Nell'aria il profumo della crema solare.
Tra divertimento, noia, sonno, fame, baci, acqua, gelato, sabbia, granita, libro, il Sole prosegue la su…