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che tutte le bombe esplodano

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Sta rifiorendo l'estate e io mi sto inletarghendo, paralizzando, in balia di tutto ciò che è fuori di me, in balia del mondo e della solitudine in cui, da sola, mi sto infossando, in balia delle incertezze del futuro, che ci saranno sempre, ma ancora mi fanno dondolare sopra un filo sospeso nel vuoto.

Tutto, tutto quanto sembra infinitamente più grande di me e io non so fare altro che rifugiarmi all'ombra di pensieri e della vita che esiste solamente nella mia testa, la vita che sarebbe bello se fosse, ma non è.

Sono una ragazza che non prova odio per nessuno, eppure soffre perchè sente l'estraneità e il fraintendimento da parte di tutti. Proprio tutti.

Ho infilato la testa sotto la sabbia e sto aspettando che tutte le bombe esplodano, ma sento che ci sarà sempre il rischio di qualche mina nascosta.

Sento la sofferenza di tutti, ma subito dopo mi rifiuto di compatire chiunque.
Continuo a dirmi che "io ho già i miei problemi a cui pensare".

Ma quali sono questi p…

Notte Prima Degli Esami

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Mi guardo indietro.
Fino alle medie sulla cattedra il registro di carta a copertina rossa con i bordi usurati.
Compilato meticolosamente. L'appello: un rituale quotidiano di penna che scorreva dolcemente dall'alto al basso.

Ma quel tempo è scivolato. Ora, noi.

Noi, i banchi stanchi, la pelle che appiccica, il cuore che trema.
Ma in fondo non è niente, l'han fatto tutti, non è mai morto nessuno.

E questa sera: apriremo i libri, in balia dell'illusione di un miracolo.
Cosa credi di imparare il giorno prima, quel che è fatto è fatto, anzi meglio se dormi, in fondo non è niente, l'han fatto tutti, non è mai morto nessuno.

Mi manca Saba, dannazione. Sicuro che esce ciò che non so.

Su, andiamo, in fondo lo sai che quando sarà tutto finito ti riderai addosso per non aver preso questi esami con un po' più di leggerezza.
Ma per ora i neuroni non ne vogliono sapere e il cuore continua a saltare su e giù per la gola.

Domani mattina, tutto da scoprire. Vai a scuola a piedi, fai …

Il Piccolo Principe

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Il problema non è diventare grandi, ma dimenticare.

Forse è per questo che ho cominciato ad accumulare fotografie nel mio pc: è la smania di voler ricordare, di voler qualcosa a cui potersi aggrappare quando ci si sente vuoti o smarriti.

E il diventare grandi.
La vita programmata, il mondo vuoto e buio degli adulti, che non dedicano mai tempo alle stelle, ai sogni, ma solo al successo vano e inutile.

Non sono così: non penso al successo, non ho la minima ambizione.
Ma può darsi che questa mancanza di ambizione sia pure un difetto. Forse in questo preciso istante sto giustificando la mia poca voglia di puntare un po' in alto con il mio ribrezzo per quella smania di successo.

Non ho nemmeno voglia di crescere.
Anzi, a dire la verità non faccio altro che pensare alla mia vita da adulta.
Immagino quella che vorrei, però, quella dei miei sogni, quella palesemente irrealizzabile.
Dietro a tutte queste mie fantasticherie c'è il terrore di perdere gli anni della mia giovinezza, che st…

Notre-Dame de Paris is Burning

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Sto scrivendo mentre Nostra Signora è ancora in piedi. O quasi.
Scrivo mentre è divorata dalle fiamme, mentre i social tutti La compiangono, mentre Trump si improvvisa vigile del fuoco.

La mia unica visita a Parigi risale a pressappoco un mese fa, tanto che sento ancora il vento fastidioso che mi annoda i capelli e la pioggia leggera che inonda le lenti dei miei occhiali di docili spruzzi.
Ho visitato Notre-Dame in una giornata di malinconia con addosso gli auricolari, lo ammetto, ma ho passeggiato tra le colonne ascoltando una, due, tre volte Dio fa qualcosa. In un simile trasporto percepivo Esmeralda cantare in mezzo ai turisti.



Sono in uno stato d'animo di lutto. E' in pericolo un intero pezzo di storia dell'uomo, della sua cultura, della sua arte e, in mezzo a innumerevoli scempi, un pezzo della sua grandezza. Sta tornando alla cenere uno dei tanti capolavori del mondo, che ha visto fiumane di gente nel corso dei secoli. E' in pericolo una delle fonti d'ispirazi…

Il mio anno da Rory Gilmore

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Quando ero piccola, da grande volevo diventare una sorta di Rory Gilmore.
Vita presa con serenità e vissuta in una piccola cittadina graziosa, tanto studio poco sofferto e un sacco di libri. Ora l'età di Rory l’ho raggiunta e quasi superata, ma non ho concluso granché.
Ho questo 2019 per non fare cazzate e per non sprecare il mio tempo, come ormai mi sono abituata a fare. Ho questo 2019 per studiare come non ho mai fatto prima, per mettermi a scrivere davvero, sfruttando gli anni migliori della vita che sto lasciando scivolarmi dalle dita come sabbia. Ho questo 2019 per decidere cosa fare del mio futuro, per fare delle scelte per me, non per gli altri, e che mi possano soddisfare, pur facendomi sudare, è un prezzo che posso pagare. Ho il tempo per imparare ad essere figlia, sorella, zia in un modo migliore. E ho il tempo per abbandonare le amicizie che mi peggiorano e coltivare le amicizie che mi migliorano.
Ho tempo. Sì, ne ho. Devo solo imparare a non buttarlo via.


Chilling Adventures Of Sabrina

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Sì, tardi come sempre, lo so.
E sì, niente di interessante da dire, lo so, certo che lo so.

Ma qualche cosa, giusto per fare un apprezzamento, la voglio dire.


Ho finito di vedere Chilling Adventures Of Sabrina l'altra notte, quasi all'ora delle streghe.
E' stata una bella serie.
Poco impegnativa.
Molto poco horror (e questo è l'importante).
Mi ha lasciata con l'impellente desiderio di riguardarla daccapo.

Cominciata per un vago ma dolce ricordo di Sabrina, vita da strega.

Continuata perchè Sabrina Spellman-Kiernan Shipka era diventata la mia nuova dolce e carina amica immaginaria, perché questa nuova Sabrina assomigliava parecchio a Hermione Granger e ogni episodio aveva un sacco di bella musica.


(Per non parlare del vestito bianco, che sarà ufficialmente quello del mio matrimonio.)


Quindi tanti degli amori della mia vita sembravano riuniti in un unico schermo.

Ora.
Non è la serie della vita, manca qualche spiegazione lucida del come-quando-perché, si conclude tutto…

Breve Rapsodia Triste

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In certi momenti vorrei semplicemente scomparire.

Sì, annullarmi. Annullare me e questa nube di problemi attorno.


A volte vorrei vivere una vita estranea a questa. Scegliere tassello dopo tassello l’esistenza.
Così come in testa, fin troppo spesso, mi creo i miei film - da Oscar, bisogna ammettere - ma con ogni tassello in ordine. Nei film che ho in testa i drammi ci sono, ve lo assicuro, ma ognuno ha la sua soluzione.

Vivo con questo pendolo che oscilla perennemente da una smisurata fiducia nel mondo e nell’umanità a un fastidio immane per la gente, per ogni difetto delle persone che incontro.

A volte mi immagino da sola, da sola proprio in quei momenti in cui si suppone che tutti dovrebbero festeggiare in compagnia.
Mi immagino da sola e serena. Un libro, un film, un divano, un ambiente invernale ma straordinariamente caldo e accogliente. E mi immagino di donarmi a me stessa e a nessun altro.


A volte non voglio stare con la gente, ma per non rovinare l’immagine bella che ho di …